La storia di Anita

Anita e Giada, due sorelle che condividono tutto, anche la stessa malattia.

Dopo la diagnosi di Giada, la speranza che per Anita il futuro fosse più gentile era forte, ma una volta attivato l’iter diagnostico, i loro genitori hanno dovuto fare i conti con un doppio dolore. Due su due: strike.

Questa è la crudeltà delle patologie ereditarie: è tutto un gioco di conti, di probabilità, una roulette russa. Ma dietro a numeri e probabilità ci sono individui con le loro caratteristiche e peculiarità. Anita ora ha quasi 15 anni e una personalità spiccatissima. Non ha mai parlato ma si è sempre fatta capire bene, ha un modo di comunicare tutto suo. È una bambina ad alto contatto, ha bisogno di coccole, di presenza, di abbracci stretti e di tenerezze. È anche terribilmente pigra, nulla è più attraente per lei che il divano. E i biscotti. E la pastasciutta. Magari mangiati comodamente sul divano.

Esiste però un infallibile stratagemma per farla attivare: la palla! Anita adora giocarci, offritele una palla e l’avrete conquistata. C’è una passione però che la contraddistingue tra tutte. Anita è una fan sfegatata di Raffaella Carrà, passa ore a ballare, ad ascoltare le sue canzoni e a far “rumore, rumore!”. Com’è che diceva Raffaella?”Aaa, aaa, a far (donazioni) comincia tu!”

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